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Novità in ambito trust

  • Codice
  • DEASS 19209
  • Descrizione
  • Il diritto interno svizzero non conosce attualmente l’istituto giuridico del trust. Tuttavia, con la firma della Convenzione dell’Aia relativa alla legge applicabile ai trust ed al loro riconoscimento, in vigore dal 1° luglio 2007, la Svizzera riconosce l’istituto del trust che viene fiscalmente regolato per prassi tramite la Circolare n. 30 della Conferenza fiscale svizzera (CFS) e, analogamente, dalla Circolare n. 20 dell’Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC). Recentemente, il legislatore federale si è detto favorevole all’introduzione dell’istituto giuridico del trust nell’ordinamento svizzero, premiando gli sforzi che negli ultimi anni il consigliere nazionale PLR Giovanni Merlini (con un postulato) e il collega PPD Fabio Regazzi (con un’iniziativa parlamentare generica) hanno dedicato al tema. Il Consiglio federale dovrà quindi ora chinarsi sull’elaborazione di un progetto di legge in tal senso. L’avvento dello scambio automatico d’informazioni, ha inoltre aperto nuovi interrogativi sui concreti vantaggi fiscali legati alla costituzione di un trust, in quanto impone nuovi obblighi, soprattutto per il trustee, nell’ambito della trasmissione delle informazioni al fisco. Il trust non è però soltanto di attualità in Svizzera! Infatti, in Italia, il Decreto fiscale collegato alla Manovra 2020 ha introdotto un importante elemento di chiarezza nella problematica della tassazione dei redditi dei trust esteri. La modifica prevede che vengano tassati come redditi di capitale in capo ai beneficiari i redditi prodotti anche dai trust esteri “opachi”, ma soltanto se stabiliti in Stati e territori considerati a fiscalità privilegiata. Viene così superata l’interpretazione (penalizzante) fornita sinora dall’Agenzia delle Entrate. Anche la disposizione di beni in trust esteri può soggiacere all’applicazione dell’imposta di successione e donazione in Italia se risultano verificati i presupposti di territorialità previsti dalla disciplina in materia, distinti a seconda del fatto che l’apporto sia effettuato da un soggetto residente ovvero non residente nel territorio dello Stato. La questione è stata recentemente analizzata dall’Agenzia delle Entrate in una risposta ad un’istanza di interpello formulata in relazione ad un trust testamentario istituito in Australia con beni “italiani”. La problematica, evidentemente, si intreccia con quella di portata più generale circa l’individuazione del presupposto impositivo nella tassazione indiretta dei trust, oggetto di un serrato dibattito a livello di dottrina, prassi e giurisprudenza.
  • Presentazione
  • L’utilizzo dell’istituto del trust è in continua crescita. La flessibilità di questo istituto, i cui scopi sono molteplici, su tutti la protezione del patrimonio, ha delle conseguenze importanti ai fini del diritto fiscale nei diversi Paesi che lo prevedono nel loro diritto interno oppure che, come la Svizzera al momento, lo riconoscono sulla base di norme riconosciute a livello internazionale. Presto però anche in Svizzera verrà introdotto l’istituto del trust, dopo che recentemente il Parlamento ha accolto una richiesta di andare in questa direzione.
  • Destinatari
  • Fiduciari, commercialisti, avvocati e notai, consulenti fiscali, consulenti bancari e assicurativi, dirigenti aziendali, collaboratori attivi nel settore fiscale di aziende pubbliche e private, persone interessate alla fiscalità
  • Crediti di studio
  • 0 ECTS
  • Programma
  • L’introduzione dell’istituto del trust in Svizzera Le recenti modifiche sulla tassazione dei trust esteri dal punto di vista del diritto italiano La tassazione indiretta in Italia dei beni disposti in trust esteri Il ruolo dei trust e dei trustee dell’ambito dello scambio automatico di informazioni
  • Durata
  • 4 ore lezione
  • Relatore/i
  • Giovanni Merlini Roberto Bianchi Sergio Pellegrino Sara Scalmana
  • Date
  • Martedì 4 febbraio 2020
  • Orari
  • 14.00-17.30
  • Luogo
  • Centroeventi Via Industria 2 6814 Cadempino
  • Costo
  • CHF 350.–
  • Osservazioni
  • Nel caso in cui il partecipante rinunci al corso, la fattura inerente la quota di iscrizione sarà annullata a condizione che la rinuncia sia presentata entro il termine d’iscrizione. Chi fosse impossibilitato a partecipare può proporre un’altra persona previa comunicazione a SUPSI e accettazione da parte del responsabile
  • Informazioni
  • SUPSI Centro competenze tributarie www.supsi.ch/fisco diritto.tributario@supsi.ch
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