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L'anno della rivolta. Il '68 e le sue conseguenze sulle società europee

  • Codice
  • DFA 107
  • Presentazione
  • Gli avvenimenti legati all’anno 1968 e alle sue conseguenze hanno avuto effetti molto profondi sulle società occidentali: effetti che sono in gran parte visibili fino ad oggi. Non a caso la storiografia contemporanea sottolinea con forza il carattere globale e di “lunga durata” dell’anno della rivolta. Effettivamente, l’eredità del ’68 è visibile non solo a livello politico, ma anche in ambito sociale, culturale, senza risparmiare la sfera privata. Si pensi in particolare alle ricadute della liberazione sessuale, così come a nuove concezioni dei rapporti di coppia e di genere. L’aver raggiunto e superato i cinquant’anni – se così si può dire – ha sicuramente contribuito alla recente popolarità del Sessantotto nei mass media e nell’opinione pubblica, come pure tra i banchi di scuola (le occasioni di dibattito e approfondimento sono state numerose nel corso del 2018 in tutto il Ticino). Allo stesso tempo, questa maggiore visibilità ha messo in evidenza alcuni limiti della scuola e della disciplina storica in particolare nel fornire le risposte agli interrogativi degli studenti – ormai tutti, o quasi, figli degli anni Duemila – sull’epoca dei propri genitori e nonni: sembra infatti che il Sessantotto faccia ancora fatica a trovare spazio nella “storia insegnata”.
  • Obiettivi
  • Questo corso di formazione continua è stato pensato da un lato per fornire un aggiornamento scientifico sul Maggio 1968 e il suo impatto sulle società europee, e, dall’altro, per offrire ai docenti l’opportunità di costruire pratiche didattiche fruibili e finalizzate all’insegnamento della Storia recente – della seconda metà del Novecento e dell’inizio del XXI secolo.
  • Destinatari
  • Docenti di Scienze Umane delle scuole medie e delle scuole medie superiori.
  • Certificato
  • Attestato di frequenza.
  • Crediti di studio
  • 0 ECTS
  • Programma
  • 08.45 - 09.15 Introduzione alla giornata Sandro Guzzi-Heeb e Andrea Rusconi 09.15 - 10.05 Il Sessantotto: un evento globale Alberto De Bernardi (+ 10’ domande/discussione) 10.15 - 10.30 Pausa 10.30 - 11.20 Déconstruire le mythe d’une "Génération 68" en France Julie Pagis (+ 10’ domande/discussione) 11.30 - 13.30 Pausa pranzo 13.30 - 14.20 1968 en Suisse: une révolte et son mythe Christina Späti (+ 10’ domande/discussione) 14.30 - 14.45 Pausa 14.45 - 15.35 Il ’68, tra didattica della storia sociale ed educazione alla cittadinanza. Problemi e strumenti di lavoro Antonio Brusa (+ 10’ domande/discussione) 15.45 - 16.00 Conclusione Sandro Guzzi-Heeb
  • Durata
  • 8 ore-lezione.
  • Responsabile/i
  • Sandro Guzzi-Heeb, esperto di storia SCC Bellinzona, maître d’enseignement et de recherche presso l’Università di Losanna; Andrea Rusconi, docente di storia SCC Bellinzona; Gruppo di storia SCC Bellinzona.
  • Relatore/i
  • Julie Pagis è sociologa, ricercatrice presso il Centre national de la recherche scietifique (CNRS) e membro dell’Institut de recherche interdisciplinaire sur les enjeux sociaux (IRIS, EHESS). Le ricerche sulle conseguenze biografiche dell’attivismo sessantottino le hanno permesso la pubblicazione del volume Mai 68, un pavé dans leur histoire. Evénements et socialisation politique (Presses de Sciences Po, 2014) e la collaborazione all’opera collettiva Changer le monde, changer sa vie: enquête sur les militantes et les militants des années 68 en France (Actes Sud, 2018). Brusa Antonio, si è formato come medievista, ma dalla fine degli anni ’70 si è specializzato nella Didattica della storia, disciplina che ha insegnato presso le Università di Bari e di Pavia. Attualmente dirige Novecento.org, rivista di Didattica della storia contemporanea. Autore di numerosi manuali e pubblicazioni scientifiche, cerca di mettere in relazione la pratica scolastica con lo studio teorico dei problemi dell’insegnamento. De Bernardi Alberto, dal 1992 al 2018 ha insegnato storia contemporanea e storia globale all’Università di Bologna. I temi principali delle sue ricerche hanno riguardato la storia sociale, il fascismo e l’antifascismo, l’Italia repubblicana. L’Italia del secondo dopoguerra è stata analizzata mettendo a fuoco sia le eredità dell’antifascismo nella costruzione della repubblica, sia la centralità degli anni Settanta e dei movimenti di protesta, sia focalizzando i cambiamenti dell’ultimo trentennio. Il suo ultimo libro è Fascismo e antifascismo. Storia, memoria, politiche pubbliche (Donzelli 2018). Späti Christina, è professoressa di storia contemporanea all’Università di Friburgo. Le sue ricerche vertono su temi legati all’antisionismo, all’antisemitismo e all’orientalismo, alla gestione del passato nazional-socialista, all’impatto del 1968 in Europa occidentale e in Svizzera in particolare. Tra le sue pubblicazioni si segnala: «1968 in der Schweiz – eine Revolte und ihr Mythos», in: Helmut Neuhaus (ed.), Die 68er plus 50 Jahre. Atzelsberger Gespräche 2018, Erlangen 2019, 87-105; Les années 68 Une rupture politique et culturelle, Lausanne 2012 (con Damir Skenderovic); «1968 in der Schweiz: Zwischen Revolte und Reform», in: 1968 – Revolution und Gegenrevolution. Neue Linke und Neue Rechte in Frankreich, BRD und der Schweiz, Itinera Fasc. 27, ed. par Damir Skenderovic et Christina Späti, Basel 2008, 51-66.
  • Iscrizione ai corsi
  • Entro il 17 gennaio 2020
  • Date
  • Venerdì 31 gennaio 2020.
  • Orari
  • 08.45 - 16.00.
  • Luogo
  • Scuola Cantonale di Commercio Bellinzona (SCC), aula Multiuso.
  • Costo
  • Gratuito per docenti cantonali.
  • Osservazioni
  • Per il riconoscimento della giornata come attività di formazione continua, ricordiamo che ogni docente è tenuto a compilare il formulario scaricabile al link https://www4.ti.ch/decs/ds/sims/ sportello/formulari-e-documenti-utili/.
  • Informazioni
  • SUPSI, Dipartimento formazione e apprendimento Piazza San Francesco 19, CH-6600 Locarno T +41 (0)58 666 68 14 dfa.fc@supsi.ch www.supsi.ch/dfa